Lo Sportello Energia FVG è il servizio gratuito di consulenza sugli incentivi per l’efficienza energetica. La sua attività consiste anche nella promozione della cultura del risparmio energetico per sensibilizzare i cittadini sull’importanza del loro ruolo come consumatori.
Il seguente test è dedicato a chi vuole capire la situazione della propria casa e individuare i possibili interventi per migliorare la sua prestazione energetica.
Il test è articolato in cinque sezioni ed ognuna si riferisce ad un diverso argomento. Le domande sono semplici e veloci, alle quali si può rispondere autonomamente senza particolari strumenti o competenze tecniche, ma basandosi sulla propria conoscenza dell’edificio e sulla diretta osservazione.
Sarà sufficiente fare la somma del punteggio ottenuto per ogni sezione e consultare l’ultima pagina.
Il risultato di conseguenza sarà una prima analisi dell’edificio con dei consigli su come migliorarlo dal punto di vista energetico e dal punto di vista del comfort abitativo.
Inoltre si ricorda che gli interventi che migliorano la prestazione della casa aumentano il suo valore di mercato e permettono una riduzione notevole delle bollette, preservando l’ambiente.
Il Conto Termico 2.0 può essere una buona occasione per dotare la propria abitazione di pannelli solari-termici o per installare un impianto di solar cooling in azienda. Si tratta di un contributo a fondo perso che restituisce fino ad un massimo del 65% della spesa anche in soli 90 giorni dalla presentazione della domanda. Ne abbiamo già parlato in generale in questo articolo http://www.sportelloenergia.ape.fvg.it/2018/01/08/il-nuovo-conto-termico-2-0-per-i-privati/.
Di seguito invece i requisiti e la documentazione specifica per questa tipologia di intervento.
Chi I soggetti possono beneficiare degli incentivi a condizione che:
– siano titolari di diritto di proprietà dell’edificio/immobile ove l’intervento deve essere realizzato;
– abbiano la disponibilità dell’edificio/immobile ove l’intervento deve essere realizzato, in quanto titolari di altro diritto reale o di diritto personale di godimento.
Su quali edifici L’intervento può essere realizzato su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, sulle loro pertinenze, su serra o relative pertinenze. L’immobile deve essere dotato di impianto di riscaldamento.
Possono essere incentivati anche campi solari asserviti a reti di teleriscaldamento e raffreddamento.
Quali sono gli interventi – installazione di collettori solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o ad integrazione dell’impianto di climatizzazione invernale, anche abbinati a sistemi di solar cooling;
– installazione di collettori solari termici per la produzione di energia termica per processi produttivi;
– possono essere incentivati anche campi solari asserviti a reti di teleriscaldamento e raffreddamento.
Requisiti tecnici generali – i collettori solari sono in possesso della certificazione Solar Keymark;
– i collettori solari hanno valori di producibilità specifica calcolata a partire dal dato contenuto nella certificazione Solar Keymark (o equivalentemente nell’attestazione rilasciata da ENEA per i collettori a concentrazione) per una temperatura media di funzionamento di 50°C, superiori ai seguenti valori minimi:
– nel caso di collettori piani: maggiore di 300 kWht/m² anno, con riferimento alla località Würzburg;
– nel caso di collettori sottovuoto e collettori a tubi evacuati: maggiore di 400 kWht/m² anno, con riferimento alla località Würzburg;
– nel caso di collettori a concentrazione: maggiore di 550 kWht/m²anno, con riferimento alla località Atene.
– per i collettori solari a concentrazione per i quali non è possibile l’ottenimento della certificazione Solar Keymark, questa è sostituita da un’approvazione tecnica rilasciata dall’ENEA;
– la garanzia dei collettori solari e dei bollitori di almeno 5 anni; in caso di installazione di collettori solari termici per la produzione di calore in processi industriali, artigianali, agricoli (coltivazione/allevamento) o per il riscaldamento di piscine, per cui risulti essere non necessario un sistema di accumulo termico (bollitore), i requisiti relativi alla garanzia di tale componente vengono meno. La richiesta di concessione degli incentivi dovrà essere corredata da una relazione tecnica, indipendentemente dalla taglia del nuovo campo solare installato, che giustifichi la non indispensabilità del sistema di accumulo termico, specificando, anche attraverso elaborati grafici e schemi a blocchi dell’impianto, le caratteristiche tecniche del processo e dell’impianto;
– la garanzia degli accessori e dei componenti elettrici/elettronici di almeno 2 anni;
– l’installazione dell’impianto è eseguita in conformità ai manuali di installazione dei principali componenti;
– nel caso di superfici del campo solare superiori a 100 m2, è obbligatoria l’installazione di sistemi di contabilizzazione del calore e la comunicazione al GSE delle misure dell’energia termica annualmente prodotta dagli impianti e utilizzata per coprire i fabbisogni termici;
– nel caso in cui l’impianto solare sia stato realizzato ai fini di una copertura parziale del fabbisogno di climatizzazione invernale, è necessaria l’installazione di elementi di regolazione della portata su tutti i corpi scaldanti, tipo valvole termostatiche a bassa inerzia termica, ad eccezione di alcuni casi;
– per i soli impianti di solar cooling, il rapporto tra i metri quadrati di superficie solare lorda (m2) e la potenza frigorifera (kWt) deve essere maggiore di 2 e non potrà superare, in ogni caso, il valore di 2,75;
– per le macchine frigorifere DEC, la superficie minima solare lorda installata dei collettori deve essere di 8 m2 ogni 1000 m3/ora di aria trattata; in ogni caso, la superficie solare lorda dei collettori installata ogni 1.000 m3/ora di aria trattata non potrà superare il valore di 10.
Qualora l’intervento sia realizzato su un intero edificio (con l’esclusione dei fabbricati rurali e delle serre) dotato di un impianto di riscaldamento di potenza nominale totale maggiore o uguale a 200 kWt, ai fini della richiesta di incentivo la diagnosi energetica ante-operam e l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) post- operam sono obbligatorie, a pena di decadenza del riconoscimento degli incentivi.
La diagnosi e l’APE dell’edificio non sono richieste per installazioni di collettori solari termici abbinati a sistemi per la produzione di calore di processo e a impianti asserviti a reti di teleriscaldamento o teleraffrescamento.
Documentazione necessaria per l’accesso all’incentivo – se superficie lorda installata ≤ 50 m2 è sufficiente una certificazione del produttore degli elementi impiegati che attesti il rispetto dei requisiti minimi di cui al Decreto e alle relative Regole Applicative unitamente alla certificazione Solar Keymark (o approvazione tecnica rilasciata dall’ENEA, nel caso di utilizzo di collettori solari termici a concentrazione per i quali non è possibile l’ottenimento della certificazione Solar Keymark) in corso di validità;
– se superficie lorda installata > 50 m2, è necessaria l’asseverazione di un tecnico abilitato più una certificazione del produttore degli elementi impiegati che attesti il rispetto dei requisiti minimi di cui al Decreto e alle relative Regole Applicative unitamente alla certificazione solar keymark (o approvazione tecnica rilasciata dall’ENEA, nel caso di utilizzo di collettori solari termici a concentrazione per i quali non è possibile l’ottenimento della certificazione Solar Keymark) in corso di validità;
– nel caso di installazione di impianto di superficie solare lorda superiore o uguale a 50 m2, relazione tecnica di progetto, timbrata e firmata dal progettista, corredata degli schemi funzionali (solare e solar cooling quando abbinato);
– documentazione fotografica attestante l’intervento, raccolta in documento elettronico in formato PDF con un numero minimo di 6 foto riportanti:
– vista di dettaglio del pannello solare installato;
– vista di dettaglio della targa dei collettori solari e/o degli impianti solari termici prefabbricati installati;
– vista di dettaglio del bollitore;
– vista d’insieme del campo solare in fase di installazione;
– vista d’insieme del campo solare realizzato;
– le valvole termostatiche o del sistema di regolazione modulante della portata, ove previste.
– nel caso di intervento su serra o sua pertinenza, relazione tecnica di progetto, timbrata e firmata dal progettista, corredata degli schemi funzionali d’impianto, in cui sia riportata una descrizione dettagliata della struttura della serra;
– nel caso di installazione su serra (o sua pertinenza) non censita al catasto edilizio urbano, ma in possesso del codice CUAA, fascicolo aziendale associato all’impresa agricola, da cui si evinca l’esistenza della serra.
Documentazione da conservare – per interventi non a Catalogo, scheda tecnicadel produttore dei collettori solari o impianto solare factory made (che può essere parte della certificazione del produttore) del bollitore e delle valvole termostatiche o di altri sistemi di regolazione della portata, che attestino il rispetto dei requisiti minimi richiesti dal Decreto;
– per i collettori solari (relativamente ai prodotti non a Catalogo), ove prevista, rapporto della prova (test report) eseguita secondo la norma UNI EN 12975, attestante il rispetto dei requisiti minimi di producibilità dei collettori, rilasciata da un laboratorio accreditato;
– per gli impianti solari termici prefabbricati (relativamente ai prodotti non a Catalogo), rapporto della prova (test report) eseguita secondo la norma UNI EN 12976, attestante il rispetto dei requisiti minimi di producibilità del sistema solare, rilasciata da un laboratorio accreditato;
– dichiarazione di conformità dell’impianto, ove prevista, ai sensi del DM 37/08, redatta da un installatore o dalla ditta esecutrice dell’impianto avente i requisiti professionali di cui all’art. 15 del D.Lgs. 28/11. Si ricorda che tale dichiarazione deve contenere la relazione contenente le tipologia dei materiali nonché il progetto dell’impianto stesso;
– libretto di centrale/d’impianto, come previsto da legislazione vigente;
– nel caso di impianto di superficie solare lorda ≥ a 12 m2 e < a 50 m2, relazione tecnica di progetto, timbrata e firmata dal progettista, corredata degli schemi funzionali (solare e solar cooling quando abbinato);
– pertinente titolo autorizzativo e/o abilitativo, ove previsto dalla vigente legislazione/normativa nazionale e locale;
– eventuali contratti di locazione delle serre, nel caso di installazione sulle medesime non di proprietà del Soggetto Responsabile della richiesta di concessione degli incentivi, la cui durata deve essere relativa a tutto il periodo di incentivazione e ai cinque anni successivi.
– nel caso di intervento in edifici nuovi o in edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, relazione, redatta da tecnico abilitato, attestante la quota d’obbligo per gli impianti di produzione di energia termica ai sensi dell’art. 11, comma 4, del D.Lgs. 28/11 e, conseguentemente, la quota dell’intervento eccedente l’adempimento dell’obbligo, che accede agli incentivi del Decreto;
– nel caso in cui l’intervento sia realizzato su interi edifici con impianti di riscaldamento di potenza nominale maggiore o uguale a 200 kWt:
– APEpost-operam (redatto secondo D.Lgs. 192/05 e s.m.i. e disposizioni regionali vigenti ove presenti);
– diagnosi energetica precedente l’intervento.
Calcolo dell’incentivo Il calcolo dell’incentivo non è una percentuale fissa ma è definito in funzione dell’energia termica prodotta annualmente (stimata), della superficie lorda installata, di specifici coefficienti di valorizzazione dell’energia (€/kWht) distinti per dimensione e tipologia installativa e in funzione dell’utilizzo del calore prodotto.
In ogni caso l’ammontare dell’incentivo non può superare il 65% delle spese sostenute ammissibili.
Come presentare la domanda La domanda va presentata entro 60 giorni dalla conclusione dei lavori tramite il Portaltermico. A questo link un tutorial molto utile del GSE che illustra la modalità di compilazione: https://www.youtube.com/watch?v=Drbqnl-8a9g&index=16&list=PL_t3vj2ddpIsC93Gvc8kuBFK1p4ov28ga Se l’apparecchio è a catalogo, ovvero sono già stati verificati tutti i requisiti dal GSE, l’invio della domanda risulterà molto più spedito.
Se desideri ulteriori chiarimenti o hai dei dubbi, segui questo link per fissare un appuntamento o contattaci a questi recapiti:
E-mail: sportelloenergia@ape.fvg.it Telefono: 0432 163 62 75
Lo scambio sul posto è una particolare modalità di valorizzazione dell’energia elettrica che consente al Produttore di realizzare una specifica forma di autoconsumo immettendo in rete l’energia elettrica prodotta ma non direttamente autoconsumata, per poi prelevarla in un momento differente da quello in cui avviene la produzione.
Lo scambio sul posto è erogato:
a) al cliente finale presente all’interno di un “Altro Sistema Semplice di Produzione e Consumo” (c.d. ASSPC) che sia contestualmente anche un produttore di energia elettrica dagli impianti di produzione che costituiscono l’ASSPC;
b) al cliente finale titolare di un insieme di punti di prelievo ed immissione non necessariamente tra essi coincidenti che, al tempo stesso, sia produttore di energia elettrica in relazione agli impianti di produzione connessi per il tramite dei suddetti punti (c.d. scambio sul posto altrove).
Le condizioni sopra riportate si realizzano anche nel caso in cui il cliente finale abbia ricevuto mandato senza rappresentanza da un produttore terzo in relazione ai suddetti impianti.
Il meccanismo di scambio sul posto consente al Produttore che abbia presentato la richiesta al Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A., di ottenere una compensazione tra il valore economico associabile all’energia elettrica prodotta e immessa in rete e il valore economico teorico associato all’energia elettrica prelevata e consumata in un periodo differente da quello in cui avviene la produzione.
Il GSE ha il compito di gestire le attività connesse allo scambio sul posto e di erogare il contributo in conto scambio (CS), che garantisce il rimborso (“ristoro”) di una parte degli oneri sostenuti dall’utente per il prelievo di energia elettrica dalla rete. Il contributo è determinato dal GSE tenendo conto delle peculiari caratteristiche dell’impianto e dei profili di consumo (prelievo) teorici e standard attribuiti a ciascun utente dello scambio. E’ calcolato sulla base delle informazioni che i gestori di rete sono tenuti a inviare periodicamente al GSE.
Per accedere allo “SSP per ASSPC” (lettera a), dovranno essere verificate le seguenti condizioni:
– l’utente deve essere controparte del contratto di acquisto dell’energia elettrica prelevata sul punto di scambio;
– la potenza complessiva installata nell’ASSPC da impianti di produzione alimentati da fonti rinnovabili entrati in esercizio fino al 31 dicembre 2007 non deve superare i 20 kW;
– la potenza complessiva installata nell’ASSPC da impianti di produzione alimentati da fonti rinnovabili entrati in esercizio fino al 31 dicembre 2014 non deve superare i 200 kW;
– la potenza complessiva installata nell’ASSPC da impianti di cogenerazione ad alto rendimento non deve superare i 200 kW;
– la potenza complessiva degli impianti di produzione nell’ASSPC non deve superare i 500 kW.
Per accedere allo “SSP altrove” (lettera b), dovranno essere verificate le seguenti condizioni:
– l’utente deve essere controparte del contratto di acquisto dell’energia elettrica prelevata tramite tutti i punti di prelievo compresi nella convenzione;
– l’utente è un Comune titolare degli impianti, con popolazione fino a 20.000 residenti (o un soggetto terzo mandatario) o il Ministero della Difesa (o un soggetto terzo mandatario);
– gli impianti di produzione dovranno essere alimentati esclusivamente da fonti rinnovabili;
– la potenza complessiva installata dagli impianti entrati in esercizio fino al 31 dicembre 2007, in un punto di connessione ricompreso nella convenzione, non deve superare i 20 kW;
– la potenza complessiva installata dagli impianti entrati in esercizio fino al 31 dicembre 2014, in un punto di connessione ricompreso nella convenzione, non deve superare i 200 kW;
– la potenza complessiva installata da impianti di produzione per ciascun punto di connessione ricompreso nella convenzione non deve superare i 500 kW.
I produttori (utenti dello scambio) che intendano aderire al regime di scambio sul posto devono presentare, entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, un’apposita richiesta attraverso il portale informatico del GSE e quindi stipulare un contratto con il GSE per la regolazione dello scambio. Il contratto, di durata annuale solare, è tacitamente rinnovabile. Il portale informatico dovrà essere utilizzato dai produttori aderenti allo scambio sul posto anche per le successive fasi di gestione tecnica, economica e amministrativa del servizio.
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Spesso sentiamo dire che investire nell’efficienza della nostra abitazione può farci risparmiare e allo stesso tempo aiutare l’ambiente. Ma quanto risparmio possiamo veramente ottenere? Dopotutto, la spesa iniziale è notevole e i risultati sono diluiti nel tempo. Per darvi un’idea dei benefici possibili proponiamo un calcolo su un’abitazione in classe G di 120mq dove risiedono 4 persone.
Prendiamo in esame un intervento combinato poiché l’investimento acquisisce così un valore aggiunto: non solo i benefici si sommano, ma si rafforzano l’un l’altro. Per esempio intervenire solo sulle pareti esterne e non sulla copertura non permette un controllo adeguato della dispersione di calore, ovvero i due interventi consentono di ottenere un risparmio importante solo se combinati.
Presupponiamo di eseguire i seguenti interventi: isolamento delle pareti (cappotto) e del solaio, sostituzione delle finestre, adozione di pavimento radiante e installazione di pompa di calore. L’abitazione passa da una classe G, la più bassa, ad una classe A1. Si stima che la spesa dell’intervento sia di 47.293 € e che venga recuperata in 10 anni; spieghiamo in che modo: per queste tipologie di interventi è possibile accedere al cosiddetto Ecobonus, che consiste in una detrazione del 65% dell’importo della spesa dall’Irpef ovvero 30.741 € distribuiti in dieci rate annuali, al quale si aggiunge una riduzione immediata dei consumi pari a 1.312 € annui. Al decimo anno quindi sarà recuperata integralmente la spesa sostenuta per l’intervento e il risparmio energetico andrà tutto ad alleggerire le bollette da pagare.
Inoltre, la casa nel suo complesso acquisisce un valore maggiore sul mercato salendo di classe energetica, i costi di manutenzione diminuiscono e l’abitazione diventa più sicura, non avendo bisogno ad esempio di canna fumaria per la caldaia.
Sono invece guadagni che vanno oltre l’aspetto economico quelli relativi all’ambiente. Utilizzando tali misure di efficientamento energetico, vengono infatti risparmiati 3.409 kg di CO2 all’anno, la stessa quantità che verrebbe prodotta percorrendo 28.400 km in automobile. Ne consegue che la qualità dell’aria che respiriamo migliora nel lungo termine.
La limitazione di questi calcoli sta nella necessità di adattare gli interventi alle singole realtà: dimensione e forma della casa, classe energetica e numero di inquilini sono alcuni dei fattori che incidono sul risultato finale e per questo è necessario affidarsi a un tecnico per ottenere un calcolo personalizzato.
Per conoscere invece tutti gli incentivi dei quali è possibile usufruire e le modalità per accedervi siamo a disposizione per una consulenza gratuita e disinteressata.
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Per consultare altri esempi vai al nostro sito a questa pagina.
Lavatrice e lavastoviglie svolgono un grandissimo aiuto nelle faccende domestiche, ma richiedono un dispendio energetico molto importante. Fortunatamente ci sono diverse piccole azioni che consentono risparmi significativi.
1 – La prima regola è riempire sempre al massimo la lavatrice e la lavastoviglie e se vengono riempite solo per metà, usare l’opzione “mezzo carico” o “risparmio”.
LAVASTOVIGLIE
2 – Per mantenere alta l’efficienza dell’apparecchio è consigliabile una periodica manutenzione. In particolare i forellini dei bracci rotanti devono rimanere liberi e il filtro va lavato spesso per evitare che resti otturato. Fai attenzione a che sia sempre presente il sale nell’apposito contenitore della lavastoviglie per mantenere efficiente l’addolcitore. Si riduce così la durezza dell’acqua, evitando la formazione di calcare che, depositato sulle resistenze e accumulato sulle parti meccaniche, può provocare un aumento dei consumi e un cattivo funzionamento dell’elettrodomestico.
3 – Utilizza cicli di lavaggio economici o rapidi a basse temperature, in modo da non superare i 50°C. Quando fai uso della lavastoviglie scegli il lavaggio rapido ed economico (temperature e durata minore), avendo cura di asportare prima i residui di cibo con un risciacquo rapido a mano.
4 – E’ importante prestare attenzione alla classe energetica: sostituire una lavastoviglie in classe G con una nuova in classe A diminuisce i consumi di energia elettrica del 50% e anche quelli di acqua in maniera rilevante. In generale la sostituzione di un elettrodomestico acquistato 10 anni fa con uno nuovo di classe A+++ fa ridurre i consumi elettrici del 50%.
5 – Non serve utilizzare dosi eccessive di detersivo, non migliorano il lavaggio e aumentano l’inquinamento.
6 – La tua lavastoviglie può essere alimentata direttamente con l’acqua calda, attaccando il tubo di carico all’acqua calda invece che alla fredda evitando di riscaldare l’acqua con una resistenza elettrica: soluzione sicuramente vantaggiosa se l’acqua dell’appartamento viene riscaldata a gas o da un impianto solare termico.
7 – Quando acquisti la lavastoviglie è importante scegliere il modello con la capacità realmente adatta alle esigenze (fino a due persone, da 8 a 10 posate; per più di tre persone, 11 posate e oltre). Una lavastoviglie con capacità maggiore rispetto a quanto ti è necessario, rischia di essere utilizzata semivuota con sprechi di acqua, elettricità e detersivo.
8 – Evita di ricorrere all’asciugatura con aria calda: si risparmia il 45% di energia su un ciclo completo aprendo lo sportello e lasciando che le stoviglie si asciughino da sé.
9 – Esistono soluzioni innovative con sistemi di gestione dell’acqua che permettono di lavare ogni giorno le stoviglie con un ottimo risultato e a basso consumo d’acqua: solo 6 litri. Inoltre le nuove tecnologie con doppi sensori regolano acqua, temperatura e tempo in base allo sporco effettivo risparmiando fino al 50% delle risorse.
LAVATRICE
10 – La lavatrice è responsabile di una quota consistente del consumo di energia elettrica perché il riscaldamento dell’acqua avviene tramite una resistenza elettrica. Quando acquisti la lavatrice, valuta quelle che possono essere alimentate direttamente da acqua calda. Questa soluzione è conveniente se l’acqua dell’appartamento viene riscaldata a gas o con un impianto solare termico. Oltre a risparmiare energia elettrica si accorciano i tempi di lavaggio perché non bisogna aspettare che l’acqua raggiunga la temperatura di esercizio.
11 – I programmi ad alte temperature (90°C) richiedono più energia e più detersivo perché spesso prevedono anche la fase di prelavaggio. Preferisci i programmi di lavaggio a temperature non elevate (30-40°C), costano in media 23 centesimi in meno. Inoltre ripetuti cicli di lavaggio ad alta temperatura deteriorano in fretta la biancheria.
12 – Evita il prelavaggio. Le lavatrici moderne consentono di rinunciare al prelavaggio, riducendo il consumo energetico del 15%.
13 – Utilizza l’asciugatrice solo quando non è possibile farne a meno. Ogni volta che la usi produci più di 3 kg di emissioni di CO2. Facendo asciugare i tuoi vestiti in maniera naturale rispetti l’ambiente e li farai durare di più.
14 – Stira tutti i tuoi vestiti in una volta sola. Così risparmierai l’energia necessaria per riscaldare il ferro da stiro ogni volta che lo accendi.
15 – Non serve utilizzare dosi eccessive di detersivo, non migliorano il lavaggio e aumentano l’inquinamento. Le lavatrici più moderne pesano il carico e indicano la quantità di detersivo sufficiente per il programma scelto.
Se vuoi invece intervenire sulla tua casa, ecco i contatti dello Sportello:
0432 163 62 75 sportelloenergia@ape.fvg.it
Tra gli interventi incentivati dal Conto Termico 2.0 vi è anche la sostituzione parziale o integrale dell’impianto esistente con impianti di climatizzazione dotati di generatori di calore alimentati a biomassa, a patto che l’esistente sia alimentato a biomassa, a gasolio, a carbone o a olio combustibile.
Chi I soggetti possono beneficiare degli incentivi a condizione che:
– siano titolari di diritto di proprietà dell’edificio/immobile ove l’intervento deve essere realizzato;
– abbiano la disponibilità dell’edificio/immobile ove l’intervento deve essere realizzato, in quanto titolari di altro diritto reale o di diritto personale di godimento.
Su quali edifici L’intervento può essere realizzato su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, o di riscaldamento di serre esistenti e fabbricati rurali esistenti. L’immobile deve essere dotato in origine di impianto di riscaldamento.
Quali sono gli interventi Possono accedere al Conto Termico 2.0 i seguenti generatori di calore:
a) caldaie a biomassa di potenza termica nominale inferiore o uguale a 500 kWt;
b) caldaie a biomassa di potenza termica nominale superiore a 500 kWt e inferiore o uguale a 2.000 kWt;
c) stufe e termocamini a pellet;
d) termocamini a legna;
e) stufe a legna.
Per le sole aziende agricole e le imprese operanti nel settore forestale è incentivata, oltre la sostituzione, l’installazione di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore tra quelli sopra elencati.
Nel caso specifico delle serre, di proprietà delle sole aziende agricole, è consentito il mantenimento dei generatori esistenti a gasolio con la sola funzione di backup.
Requisiti tecnici generali – l’installazione deve sostituire parzialmente o integralmente l’impianto di climatizzazione invernale già presente. La sostituzione parziale è ammessa solo nel caso di un impianto pre-esistente dotato di più generatori di calore;
– la messa a punto e l’equilibratura del sistema di distribuzione, regolazione e controllo, ove applicabile;
– l’installazione su tutti i corpi scaldanti di elementi di regolazione di tipo modulante agente sulla portata, tipo valvole termostatiche a bassa inerzia termica, a esclusione di alcuni casi specifici (ad esempio nel caso di termocamini e stufe);
– l’installazione di efficaci sistemi di contabilizzazione individuale dell’energia termica utilizzata per la conseguente ripartizione delle spese, nel caso di impianti centralizzati a servizio di molteplici unità immobiliari e/o edifici;
– per gli interventi con potenza termica utile superiore a 200 kWt è obbligatoria l’installazione di sistemi di contabilizzazione del calore e la comunicazione al GSE delle misure dell’energia termica annualmente prodotta dagli impianti e utilizzata per coprire i fabbisogni termici;
– almeno una manutenzione biennale obbligatoria per tutta la durata dell’incentivo, effettuata sul generatore di calore e sulla canna fumaria. Il soggetto che presenta richiesta di incentivo deve conservare gli originali dei certificati di manutenzione.
Requisiti specifici a) Caldaie a biomassa di potenza termica nominale inferiore o uguale a 500 kWt:
– certificazione di un organismo accreditato che attesti la conformità alla norma UNI EN 303-5 classe 5;
– rendimento termico utile (%) non inferiore a 87+log(PN), dove PN è la potenza nominale dell’apparecchio;
– emissioni in atmosfera non superiori a quanto richiesto;
– installazione di un sistema di accumulo termico dimensionato secondo precise specifiche;
– il pellet utilizzato deve essere certificato da un organismo di certificazione accreditato che ne certifichi la conformità alla norma UNI EN ISO 17225-2;
– possono inoltre essere utilizzate altre biomasse combustibili, solo nel caso in cui siano ugualmente certificate le emissione in atmosfera.
b) Caldaie a biomassa di potenza termica nominale superiore a 500 kWt e inferiore o uguale a 2.000 kWt:
– rendimento termico utile non inferiore all’89%;
– emissioni in atmosfera non superiori a quanto richiesto;
– il pellet utilizzato deve essere certificato da un organismo di certificazione che ne certifichi la conformità alla norma UNI EN ISO 17225-2;
– possono inoltre essere utilizzate altre biomasse combustibili, solo nel caso in cui siano ugualmente certificate le emissione in atmosfera;
– per le caldaie automatiche prevedere un volume di accumulo tale da garantire un’adeguata funzione di compensazione di carico.
c) Stufe e termocamini a pellet:
– certificazione di un organismo accreditato che attesti la conformità alla norma UNI EN 14785;
– rendimento termico utile maggiore dell’85%;
– emissioni in atmosfera non superiori a quanto richiesto;
– il pellet utilizzato deve essere certificato da un organismo di certificazione che ne certifichi la conformità alla norma UNI EN ISO 17225-2.
d) Termocamini a legna:
– siano installati esclusivamente in sostituzione di camini o termocamini, sia a focolare aperto che chiuso, o stufa a legna, indipendentemente dal fluido termovettore;
– certificazione di un organismo accreditato che attesti la conformità alla norma UNI EN 13229;
– rendimento termico utile maggiore dell’85%;
– emissioni in atmosfera non superiori a quanto richiesto;
– possono inoltre essere utilizzate altre biomasse combustibili, solo nel caso in cui siano ugualmente certificate le emissione in atmosfera.
e) Stufe a legna:
– certificazione di un organismo accreditato che attesti la conformità alla norma UNI EN 13240;
– rendimento termico utile maggiore dell’85%;
– emissioni in atmosfera non superiori a quanto richiesto;
– possono inoltre essere utilizzate altre biomasse combustibili, solo nel caso in cui siano ugualmente certificate le emissione in atmosfera.
Documentazione necessaria per l’accesso all’incentivo – se potenza termica nominale ≤ 35 kW, è sufficiente una certificazione del produttore degli elementi impiegati che attesti il rispetto dei requisiti minimi;
– se potenza termica nominale > 35 kW, è necessaria l’asseverazione di un tecnico abilitato più una certificazione del produttore degli elementi impiegati che attesti il rispetto dei requisiti minimi;
– nel caso di installazione di generatori di calore a biomassa aventi potenza termica nominale maggiore o uguale a 100 kW, relazione tecnica di progetto, timbrata e firmata dal progettista, corredata degli schemi funzionali d’impianto;
– documentazione fotografica attestante l’intervento, raccolta in documento elettronico in formato PDF con un numero minimo di 8 foto riportanti:
– le targhe dei generatori sostituiti e di quelli installati;
– i generatori sostituiti e installati;
– la centrale termica, o il locale di installazione, ante-operam (presente il generatore sostituito) e post-operam (presente il generatore installato);
– le valvole termostatiche o il sistema di regolazione modulante della portata;
– vista d’insieme del sistema di accumulo termico se installato. È possibile omettere le fotografie delle targhe dei generatori sostituiti in caso di assenza delle targhe stesse, per apparecchi domestici a biomassa (stufa a legna o a pellet, termocamino) installati prima dell’entrata in vigore dell’obbligo di apporre la targa del generatore, nonché nel caso di manufatti artigianali costruiti in loco o di caminetti aperti. In sostituzione della foto della targa del generatore sostituito va allegata, integrandola nel documento elettronico in formato PDF in luogo della foto mancante, un’autodichiarazione del soggetto responsabile attestante la potenza del generatore stesso.
Documentazione da conservare – scheda tecnica del produttore del generatore di calore e dei sistemi di termoregolazione o valvole termostatiche, se di nuova installazione;
– certificato del corretto smaltimento del generatore di calore sostituito o un documento analogo attestante che il generatore è stato consegnato a un apposito centro per lo smaltimento. Nel caso in cui l’intervento di sostituzione del generatore di calore riguardi un camino aperto, salvo il caso in cui la medesima canna fumaria sia utilizzata dal nuovo generatore di calore, in luogo del certificato di smaltimento il soggetto dovrà chiudere in via definitiva, tramite appositi sistemi permanenti, la canna fumaria del camino aperto. In tal caso, deve essere inclusa nella documentazione fotografica e, a prova dell’intervento eseguito, una foto attestante la chiusura permanente della canna fumaria;
– dichiarazione di conformità dell’impianto, ove prevista;
– libretto di centrale/d’impianto, come previsto da legislazione vigente;
– pertinente titolo autorizzativo e/o abilitativo, ove previsto dalla vigente legislazione/normativa nazionale e locale;
– certificati di manutenzione relativi al generatore di calore ed alla canna fumaria (obbligo di effettuare la manutenzione biennale);
– se potenza termica ≥ 100 kWt, relazione tecnica di progetto, timbrata e firmata dal progettista;
– certificazione rilasciata da un organismo accreditato attestante il rispetto dei livelli emissivi;
– fatture intestate al soggetto relative all’acquisto delle biomasse finalizzate all’alimentazione degli impianti incentivati, ad esclusione di quelle autoprodotte, attestanti un consumo di combustibile congruo con la producibilità attesa del generatore nella zona climatica di installazione. Con riferimento al pellet certificato, documentazione fiscale comprovante l’acquisto e riportante, al fine di attestarne la conformità alla norma UNI EN ISO 17225-2;
– autodichiarazione, per i casi di autoproduzione della biomassa, indicante la quantità, espressa in peso, di biomassa autoprodotta impiegata come combustibile, la tipologia (legna, cippato, pellet, ecc.), l’estensione e i riferimenti catastali della superficie boschiva o agricola utilizzata (proprietà, affitto o usufrutto);
– se potenza impianto esistente ≥ 200 kWt, sono richiesti diagnosi energetica precedente e APE post-operam.
Calcolo dell’incentivo L’incentivo non è una percentuale fissa, ma il calcolo avviene in base a una formula che tiene conto di questi parametri: tipologia e potenza dell’apparecchio, zona climatica ed emissioni di particolato in atmosfera.
In ogni caso l’ammontare dell’incentivo non può superare il 65% delle spese sostenute ammissibili.
Nei casi di obbligatorietà, le spese sostenute per la redazione della diagnosi e dell’APE sono incentivate al 100% per le Pubbliche Amministrazioni e al 50% per gli altri soggetti.
Come presentare la domanda La domanda va presentata entro 60 giorni dalla conclusione dei lavori tramite il Portaltermico. A questo link un tutorial molto utile del GSE che illustra la modalità di compilazione: https://goo.gl/bVLBWu Se l’apparecchio è a catalogo, ovvero sono già stati verificati tutti i requisiti dal GSE, l’invio della domanda risulterà molto più spedito.
Se desideri ulteriori chiarimento o hai dei dubbi, segui questo link per fissare un appuntamento o contattaci a questi recapiti:
E-mail: sportelloenergia@ape.fvg.it Telefono: 0432 163 62 75
La bolletta più temuta di solito è quella del gas, soprattutto nel periodo invernale quando utilizziamo copiosamente il riscaldamento. Si calcola che il consumo energetico per il riscaldamento infatti corrisponde mediamente al 30% dei consumi energetici totali di un edificio.
In Italia abbiamo il primato delle bollette gas più alte: cosa possiamo fare nella vita di ogni giorno per evitare di spendere troppo? Piccoli accorgimenti ci possono far risparmiare sulla bolletta senza soffrire il freddo, leggili qua sotto.
Per gli impianti di riscaldamento devi far effettuare i controlli periodici di efficienza energetica previsti dalla normativa regionale e i controlli per la manutenzione in base alle istruzioni del fabbricante (libretto apparecchio) e dell’installatore. Ai fini del risparmio energetico è importante la verifica del rendimento, che misura la temperatura dei fumi e del contenuto di particelle inquinanti.
Fai attenzione agli spifferi: una chiusura ermetica di porte e finestre aumenta la tenuta all’aria e diminuisce le perdite di calore.
Se possibile installa una pompa di calore in casa:
– è ecocompatibile: non brucia risorse scarse e non emette CO2;
– è ecologica: il “carburante” delle PDC è un’energia rinnovabile;
– è economica: i risparmi sulla bolletta arrivano fino al 50%;
– accresce la classe energetica della casa, aumentandone il valore di mercato.
Ricordati di controllare le temperature dei termostati e di impostarli sui reali fabbisogni.
Tieni il termostato lontano da fonti di calore che potrebbero falsare la misurazione della temperatura della stanza.
Se l’inverno sta volgendo al termine, puoi abbassare di qualche grado la temperatura delle stanze. Con questa piccola azione è possibile risparmiare molta energia.
Sul riscaldamento di casa tua, puoi risparmiare regolando i termosifoni, isolando bene le finestre e le porte verso l’esterno, ma anche chiudendo persiane e tapparelle nelle ore notturne.
La temperatura dell’aria nei diversi ambienti non deve superare i 20°C; in alcune stanze, come la camera da letto e la cucina, potrà essere di qualche grado più bassa. Grazie alle valvole termostatiche installate sui termosifoni o ai termostati per ambiente, hai la possibilità di regolare la temperatura corretta di ogni singola stanza, ad esempio più alta per il bagno e più bassa per la camera da letto.
Considera l’uso dei pannelli radianti a pavimento, a parete o a soffitto che richiedono temperature più basse rispetto ai tradizionali impianti a termosifone con un forte risparmio energetico.
Abbassa il “riscaldamento”. Riducendo la temperatura in casa di solo 1°C, puoi risparmiare il 5-10% sulla bolletta energetica ed evitare di emettere la stessa quantità di CO2 prodotta da un viaggio in auto di 1.600 km.
Programma il termostato. Abbassa la temperatura durante la notte e quando non sei in casa. In tal modo puoi ridurre la bolletta del riscaldamento del 7-15%.
Non surriscaldare l’acqua. Non vi è alcuna necessità di regolare lo scaldabagno ad una temperatura superiore a 60°C.
Evita tendaggi troppo lunghi che, arrivando fino al pavimento, coprono termosifoni ed altre fonti di calore: puoi risparmiare fino al 40%. Non nascondere il condizionatore dietro a piante o tende per non ostacolare la ventilazione e determinare un funzionamento poco efficiente dell’apparecchio.
Per i radiatori posizionati sulle pareti fredde, ad esempio sotto il vano finestra, è consigliabile inserire tra questo e il muro un pannello di materiale isolante, con la faccia riflettente rivolta verso l’interno.
Se nel periodo invernale all’interno della tua casa fa troppo caldo, evita di aprire le finestre: abbassa il riscaldamento o avverti il gestore dell’impianto e richiedi una verifica della temperatura.
Buona parte del calore di casa si disperde attraverso le pareti e i tetti, per cui se decidi di ristrutturare la tua abitazione ricordati che una buona coibentazione ed infissi performanti saranno fondamentali per l’abbattimento dei tuoi consumi.
Installa le finestre con i doppi vetri. Ridurrai così del 50-70% la perdita di energia termica attraverso le finestre.
Isola la casa: i serbatoi per l’acqua calda, le tubature del riscaldamento centrale e le cavità nelle pareti.
Regola i termostati a non più di 20°C, temperatura che garantisce il comfort e rappresenta il valore massimo consentito dalla legge. E’ consigliabile regolare la temperatura a valori più bassi compatibilmente con le attività che si svolgono all’interno dell’edificio: per ambienti affollati o esposti al sole, oppure per le camere da letto, possono essere sufficienti 18-19°C. Inoltre, negli orari in cui l’edificio è vuoto, la temperatura deve essere regolata su valori più bassi.
Ricorda che per ammodernare un impianto di riscaldamento obsoleto o per isolare la tua casa ci sono a disposizione diversi incentivi: contattaci via mail all’indirizzo sportelloenergia@ape.fvg.it oppure al numero 0432-1636275!
Le novità introdotte dalla finanziaria 2018, cosa cambia per finestre, schermature e biomassa, il nuovo bonus verde, il Conto Termico 2.0: di questo abbiamo parlato nella puntata di Family andata in onda su Telefriuli il 12 febbraio scorso alle 12:15.
L’occasione è stata utile anche per spiegare cosa sono i micro-cogeneratori, introdotti dalla legge di bilancio nell’Ecobonus 2018. La cogenerazione permette di produrre contemporaneamente energia elettrica ed energia termica dalla stessa fonte di combustibile, con maggior rendimento rispetto alla generazione separata. Questo tipo di intervento è ideale per edifici medio-grandi e ha un costo notevole, la detrazione massima prevista è infatti di 100.000 € ed è necessario ottenere un risparmio di energia primaria pari al 20%.
Si è parlato inoltre dei sistemi evoluti di termoregolazione, necessari per ottenere una detrazione del 65% sulla sostituzione della caldaia (almeno in classe energetica A). Questi sistemi vanno oltre le valvole termostatiche perché variano la temperatura del flusso dell’acqua in uscita dall’apparecchio di riscaldamento modulante. Devono appartenere almeno alla classe V (termostato elettronico d’ambiente modulante).
In conclusione, una considerazione sull’obiettivo degli incentivi e delle agevolazioni: rendere i tempi di rientro dell’investimento energetico più brevi e stimolare quindi gli utenti ad effettuarli, sia per un risparmio immediato in bolletta sia per ridurre le emissioni di CO2 ed essere perciò più rispettosi dell’ambiente.
Leggi l’articolo completo sulle novità della Legge di bilancio 2018 a questo link.
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(ATTENZIONE: PER ULTIMI AGGIORNAMENTI VEDI QUESTO LINK)
La Regione Friuli Venezia Giulia, in aggiunta agli incentivi previsti dal piano nazionale, finanzia interventi di riqualificazione sulla prima casa tramite la misura “edilizia agevolata”.
Cos’è
L’incentivo “edilizia agevolata” è una misura a favore di privati cittadini, che attuano l’acquisto con recupero o il recupero della prima casa, ovvero l’alloggio adibito ad abitazione e residenza anagrafica con dimora abituale dei beneficiari. Tale trattamento fiscale è previsto dall’articolo 18 della legge regionale 19 febbraio 2016, n. 1.
Interventi incentivabili
Le operazioni per le quali è previsto il contributo “edilizia agevolata” sono il recupero e l’acquisto con contestuale recupero della prima casa.Per
RECUPERO si intende l’iniziativa attuata dal proprietario o usufruttuario che successivamente alla presentazione della domanda di contributo avvia sull’abitazione uno dei seguenti interventi: ristrutturazione urbanistica, ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo, manutenzione straordinaria. In alternativa agli interventi di cui sopra e per quanto riguarda l’efficientamento energetico, il soggetto richiedente deve adottare almeno tre dei seguenti lavori: -Installazione di impianti solari termici o fotovoltaici -Installazione o sostituzione di caldaie per il riscaldamento con installazione o rifacimento dei relativi impianti -Isolamento termico pareti esterne verticali -Isolamento termico, anche di copertura, di solai
-Installazione impianti geotermici.
L’ ACQUISTO CON CONTESTUALE RECUPERO prevede agevolazioni sia per interventi di recupero effettuati dall’acquirente sia per quelli effettuati dal venditore. Nel secondo caso le operazioni ammesse non comprendono gli interventi energetici sopra enumerati e devono essere iniziate da oltre un anno (o terminate da non più di due anni) rispetto alla data di presentazione della domanda di contributo.
Spesa sostenuta (ultime modifiche con DPReg 28 settembre 2017 n. 0217)
I contributi di “edilizia agevolata” sono erogati a fronte di una spesa per la realizzazione degli interventi direttamente sostenuta dal beneficiario e rimasta effettivamente a suo carico non inferiore a 30.000€. Questa soglia è stata modificata con DPReg 28 settembre 2017 n. 0217. In base a questo la spesa minima diventa 20.000€ per le iniziative di manutenzione straordinaria o di almeno tre degli interventi di efficientamento energetico, mentre rimane di 30.000€ per l’acquisto con recupero e per il recupero con gli interventi di ristrutturazione urbanistica, ristrutturazione edilizia e di restauro e risanamento conservativo.
Queste modifiche si applicano anche ai soggetti richiedenti che alla data dell’entrata in vigore del DPReg 217/17 hanno già presentato domanda di contributo.
Contributi
La Regione eroga i contributi in conto capitale (a fondo perso) in un’unica soluzione al termine delle operazioni. L’entità dei contributi è la seguente:
a) per l’acquisto con contestuale recupero: 15.000€
b) per la ristrutturazione urbanistica, ristrutturazione edilizia, il restauro e risanamento conservativo: 13.000€
c) per la manutenzione straordinaria, e per gli interventi integrati: 10.000€.
Contributi più elevati sono previsti per iniziative realizzate in Comuni interamente montani: gli importi nell’elenco precedente vengono aumentati di 2.500€.
E’ inoltre prevista una maggiorazione di 2.500€ per i richiedenti che si trovano in particolari situazioni economiche e sociali.
Come presentare la domanda:
Le domande possono essere presentate a mano dai richiedenti presso le banche convenzionate. Per consultare tutte le filiali, segui questo link.
Cumulabilità con le detrazioni fiscali:
Il contributo regionale è cumulabile con le detrazioni fiscali nazionali.
L’intervento di acquisto con recupero prevede una spesa minima per l’accesso di 30.000€, che può essere interamente coperta anche solo dall’importo dell’acquisto. Ne consegue che la spesa per gli interventi di recupero può essere portata integralmente in detrazione fiscale. Gli interventi devono comunque essere dimostrati con apposita documentazione tecnica.
L’intervento di solo recupero prevede invece una spesa minima per l’accesso di 30.000€ per le iniziative di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, risanamento e restauro conservativo e di 20.000€ per le iniziative di manutenzione straordinaria o di almeno tre degli interventi di efficientamento energetico (modifica approvata con DPReg 28 settembre 2017 n. 0217); gli importi eccedenti questo limite possono essere portati in detrazione fiscale.
La spesa minima deve comunque rimanere totalmente a carico del soggetto richiedente e quindi solo la parte in eccedenza può essere portata in detrazione.
Se desideri ulteriori chiarimento o hai dei dubbi, segui questo link per fissare un appuntamento o contattaci a questi recapiti:
E-mail: sportelloenergia@ape.fvg.it Telefono: 0432 163 62 75
Detrazioni fiscali, Ecobonus, finanziamenti regionali. Sono alcune delle agevolazioni per rendere più efficienti le nostre case ed aziende. Incentivi questi di cui non tutti però sono a conoscenza. Anche per questo motivo a Gemona è stato aperto lo Sportello Energia di cui ci parla Francesco Rossi.
Giornalista: Promuovere una cultura del risparmio energetico anche attraverso un risparmio economico: è lo scopo dello Sportello Energia aperto oggi a Gemona.
Matteo Mazzolini – Direttore APE FVG: Riteniamo che tutta una serie di strumenti che incentivano il risparmio energetico siano ancora sottoutilizzati, da qui l’esigenza di spiegare come utilizzarli pienamente da parte dei cittadini, delle imprese e delle Pubbliche Amministrazioni.
Giornalista: Gestito dall’agenzia regionale per l’energia, lo sportello è un servizio gratuito e informa sui diversi incentivi a disposizione: detrazioni fiscali del 50%, Ecobonus al 65% e per i condomìni al 75%, finanziamenti regionali in conto capitale, ma anche ContoTermico. Uno strumento quest’ultimo poco conosciuto.
Matteo Mazzolini: Il Conto Termico è sostanzialmente un contributo in conto capitale che viene erogato anche su un arco temporale relativamente breve, dai 3 ai 5 anni, e che va a incentivare tutta una serie di misure di efficientamento degli edifici.
Giornalista: Lo sportello ha fatto il suo esordio all’interno di Casa Moderna incontrando interesse tra i visitatori della fiera e dando alcune informazioni di base.
Irene Cosano – Responsabile sportello: Si sono rivolti a noi principalmente dei cittadini privati. La domanda più frequente è stata se ci sono incentivi sul nuovo a cui purtroppo abbiamo dovuto dire di no perché giustamente gli incentivi vanno ad agire su quello che è il patrimonio esistente, che è il più energivoro. Gli incentivi sono per tutti quegli interventi che vanno a diminuire il fabbisogno energetico della casa.
Giornalista: Per ottenere una consulenza basta contattare telefonicamente o via email, oppure recarsi su appuntamento alla sede di Gemona.